Prostata si protende verso il lume della vescica

Ecografia della Vescica. Ecografia della prostata. Dr Andrea Militello Urologo Andrologo Roma

Comunicazione ernia inguinale e la prostatite

Chirurgie ; ingl. Prostata si protende verso il lume della vescica, se questo è il senso letterale, non c'è a rigore un campo separato della medicina e della chirurgia nello studio e nella cura dei morbi, perché le loro interferenze sono continue e molteplici. Già in Ippocrate troviamo nettamente espressi codesti concetti, allorché egli ammette che alla chirurgia si ricorre quando sia riconosciuta l'insufficienza dei mezzi dietetici e medicamentosi, ed esalta la potenza e l'efficacia del ferro chirurgico.

Non esiste dunque in Ippocrate distinzione fra malattie mediche e malattie chirurgiche, ma solamente fra qualità di mezzi terapeutici. Concetto unitario magnifico, che rimase attraverso tutta la medicina greca, romana e araba; nessuna distinzione cioè fra malattie esterne Prostata si protende verso il lume della vescica interne, come avvenne nel Medioevo e com'è perdurato fin quasi ai giorni nostri, ma soltanto distinzione fra i varî mezzi di cura.

Dottrina questa della quale, con lo sviluppo moderno della chirurgia, si sentono tuttavia i gravi danni, poiché assai spesso l'intervento chirurgico solo allora riesce utile quando è tempestivo; il che in molti casi significa quando è eseguito precocemente. Oggi pertanto, accettando nella sua interezza il concetto ippocratico unitario per il quale non esistono processi morbosi di competenza medica e altri di competenza chirurgica, dobbiamo rifuggire dal pensiero di una obbligata successione nel tempo dei presidî di natura medica e chirurgica, e ritenere che essi si compenetrano e possono essere entrambi necessarî nella cura di uno stesso morbo, contemporaneamente o con la più varia successione.

Questo concetto fondamentale è tanto più da porre in evidenza oggi che il chirurgo è ben lungi dal poter essere considerato un "operaio della mano". Un abisso ci separa infatti dai tempi oscuri del concilio di Tours Era allora la chirurgia in gran parte nelle mani di ecclesiastici, secondo una tradizione millenaria che considerava l'esercizio di essa, al pari della medicina, un sacerdozio, e i sacerdoti i più degni di possederne i segreti.

Ma quando, per effetto dell'anatema lanciato da detto concilio, fu proibito agli ecclesiastici di eseguire operazioni cruente, la chirurgia fu abbandonata agli empirici, considerata un'arte inferiore, privata d'ogni dignità. Poi venne il fiorire degli studî anatomici e con esso il rinascere lento, ma sicuro, della chirurgia; rinascita particolarmente italica, con Antonio Benivieni, Giovanni da Vigo, Berengario da Carpi, con Gabriele Falloppia, con Girolamo Fabrici e altri ancora, che Prostata si protende verso il lume della vescica furono i pionieri.

Venne poi, con Giovanni Battista Morgagni, l'era degli studî e delle scoperte anatomo-patologiche iniziate già dal Benivieni nel sec. Infine altre nozioni fondamentali apportarono le scienze biologiche nel sec. XIX; la patologia generale, la batteriologia, la sierologia, la fisiologia, la fisico-chimica sorgevano o si sviluppavano su nuove basi, mentre le scoperte dell'emostasi, dell'anestesia e del metodo antisettico nelle operazioni e nel trattamento delle ferite permettevano uno sviluppo rapidissimo della chirurgia.

Ed ecco sorgere la figura del chirurgo moderno: scienziato e artista. Poiché Prostata si protende verso il lume della vescica chirurgia non è più soltanto un'arte nel senso antico di questa parola e tanto meno una tecnica, ma è anche, e soprattutto, una scienza. Il concetto ippocratico che la scienza dell'uomo ammalato costituisce un tutto indivisibile, concetto che nella storia della medicina troviamo più volte abbandonato e ripreso, rimane dunque saldo e deve essere considerato fondamentale.

Cosicché dalla stessa chirurgia si sono a poco a poco staccate alcune specialità chirurgiche, che hanno ormai quasi tutte storia, tradizioni, metodi proprî e cultori esclusivi e valenti. Sono queste l'odontologia, l'otorinolaringologia, l'ortopedia, la chirurgia infantile, l'oculistica, la ginecologia, l'urologia, la traumatologia, la proctologia.

Oggi la tendenza alla specializzazione è forse persino eccessiva; e se realmente particolari gruppi di affezioni, come quelle trattate dall'otorinolaringoiatria, dall'oculistica, dall'ostetricia, si giovano della separazione dal ceppo comune, e se è ammissibile che in certi grandi centri sorgano reparti specializzati per chirurgia del sistema nervoso, o delle vie urinarie, per ortopedia, traumatologia, ecc.

La patologia speciale chirurgicache definisce e descrive le varie malattie, ne studia le cause, le alterazioni anatomo-patologiche, l'evoluzione con tutte le possibili varianti, gli esiti, le complicazioni, la prognosi e i concetti generali di terapia.

La semeiotica chirurgicache studia i sintomi delle varie affezioni e insegna i varî mezzi per riconoscerli e valutarli. La medicina operativache insegna le regole generali operative, illustra i metodi d'anestesia, d'emostasi, ecc. Analogo è, in certi paesi, l'insegnamento di terapeutica chirurgica. Sussidio fondamentale è lo studio dell' anatomia topograficao meglio dell' anatomia chirurgicala quale rievoca le nozioni di anatomia indispensabili ai fini d'un determinato intervento.

La clinica chirurgicache col presupposto delle conoscenze generali e particolari suddette, pone dinnanzi alla mente caso per caso e risolve il problema diagnostico, terapeutico e prognostico. Chirurgia dei primitivi. L'uomo, sin dal suo primo apparire, faceva Prostata si protende verso il lume della vescica opera chirurgica, quando si toglieva dalla pelle la spina e in generale il corpo estraneo che vi si era conficcato e gli produceva dolore.

Del resto atti chirurgici elementari, dettati dall'istinto di difesa e di conservazione, sono comuni anche in altri primati, come nel gorilla che fu visto da Livingstone estrarre dal suo corpo la lancia che lo aveva colpito e spingere foglie entro la ferita certo per frenare l'emorragia.

Ma l'attività chirurgica dell'umanità preistorica oggi ci è rivelata con dati obiettivi solo dall' apparecchio scheletricol'unico che si è conservato attraverso i millennî fino a noi. Già nel Paleolitico sono diffuse la carie dentaria, l'osteoartrite deformante e altre malattie delle ossa.

Sono noti anche casi ben guariti di fratture complicate delle ossa lunghe e di anchilosi da tubercolosi articolare, segno, secondo Broca, dell'assistenza che già nell'epoca neolitica si prestava agli infermi.

In tempi meno remoti, in Egitto, durante la quinta dinastia già si immobilizzavano gli arti fratturati mediante speciali apparecchi contentivi Elliot Smith. Oggi molti popoli naturali Negri e Australiani ne sanno improvvisare con mezzi primitivi, come bastoni di giunco, canne di bambù, argilla.

Gl'indigeni della Penisola della Gazzella della Nuova Britannia già Nuova Pomerania praticano con successo anche la guarigione cruenta delle fratture, spingendo in profondità, fino a contatto dei monconi Prostata si protende verso il lume della vescica da immobilizzare, schegge di bambù opportunamente tagliate e asportandole dopo circa due settimane a consolidamento Gl'indigeni delle Isole della Lealtà usano raschiare le ossa lunghe nelle malattie reumatiche fino all'apertura del canale midollare, ma senza vantaggio, anzi soffrendo per di più forti dolori a causa dell'aderenza all'osso della cicatrice cutanea che si viene a formare Ella.

Ma l'operazione chirurgica preistorica della quale si hanno prove irrefutabili è la trapanazione del cranio. Il primo cranio preistorico trapanato fu apertamente riconosciuto in Francia da Prunières nel Da allora nei dolmen e nelle caverne sepolcrali della Francia sono stati Prostata si protende verso il lume della vescica più di duecento cranî trapanati, e molti altri in Inghilterra, Svezia, Danimarca, Germania, Cecoslovacchia, Russia, Balcani e anche Spagna, Isole Canarie, Africa settentrionale.

In questa grande cerchia di ritrovati, nelsi è inserita anche l'Italia col cranio trapanato trovato da Antonielli nella valle del Liri tra Casamari e Monte S. Giovanni Campano, insieme con resti eneolitici, armi silicee e ceramica e studiato da Genna fig. In altri casi sembra si sia usata una sega fig. De Mortillet. Più complicato sarebbe stato il metodo di fare con una punta acuta di silice numerosi fori piccoli, avvicinati in cerchio, di riunirli in seguito mediante incisioni, in modo da staccare un disco osseo, e di eguagliare infine i margini dell'apertura mediante il raschiamento Lucas Championnière.

Molti di questi procedimenti sono stati sperimentati sul cranio secco, sul cadavere e anche su animali viventi, impiegando sempre pochissimo tempo e, nell'ultimo caso, con esito in guarigione Holländer, Broca, Capitan, H. Secondo Broca, invece, l'operazione sarebbe ispirata da idee animistiche, p. Altra operazione neolitica sul cranio è rappresentata da una cicatrice, forse da cauterizzazione, a forma di T, T sincipitale Manouvrierdi cui il ramo longitudinale segue la linea mediana dal mezzo del frontale fino a livello dei fori parietali e il ramo trasverso scende da questo punto fin dietro la bozza parietale di ciascun lato fig.

Il T sincipitale è di dubbio significato ed è stato trovato solo in pochi cranî femminili dei dolmen di una regione limitata per un raggio di 50 km.

Le marques sincipitales sono cicatrici arrotondate, forse da cauterizzazione, trovate pure da Manouvrier in cranî neolitici. Lehmann-Nitsche, in base a informazioni antiche, ritiene, invece, trattarsi di cauterizzazione fatta contro dolori di testa. Virchow ha messo in evidenza, anche, la Prostata si protende verso il lume della vescica che si tratti di necrosi da corrosivi chimici.

La trapanazione risulta diffusissima nell'America precolombiana dalle origini del Mississippi al Messico e, con una grande lacuna nell'America Centrale, fino al Chile. Nell'America Settentrionale i cranî trapanati provengono dai Mound-Builders, ma sono pochi. Essi, invece, abbondano nel Perù figg. I metodi usati sono quello del raschiamento fig.

Lo scopo sembra essere quello della cura di ferite da fionda e qualche volta da randello o da ascia di rame, mai da punta di freccia e tanto meno da palle di fucile Muniz e McGee, ; MacCurdy, ; Roy Moodie, Oggi, la trapanazione è ancora in uso tra i Berberi dell'Algeria, in Abissinia rarae anche tra gli Albanesi e i Serbi della costa dell'Ionio e dell'Adriatico Trojanovic Sima Tra i popoli primitivi odierni la trapanazione è assai diffusa nella Melanesia, dove è praticata col metodo del raschiamento fig.

Wölfel ha affermato l'unità di metodo e di scopo della trapanazione nelle isole del Pacifico, il cui motivo fondamentale originario sarebbe la cura delle fratture craniche causate dalla fionda, dalla mazza a clava di legno e dalla mazza a pomo di pietra; il campo di distribuzione di queste mazze e verosimilmente anche quello della fionda corrisponde all'area di distribuzione della trapanazione.

Confrontando poi la trapanazione delle isole del Pacifico con quella dell'America, Wölfel trova identici, non solo il metodo e le indicazioni dell'operazione, ma anche gli elementi culturali che l'accompagnano, quali la fionda e le mazze, per cui egli conclude che la trapanazione fa parte integrante di quel ciclo culturale al cui complesso organico appartengono quelle armi, cioè al ciclo della cultura a due classi di Graebner e Schmidt, lo strato più antico delle culture Prostata si protende verso il lume della vescica.

La trapanazione non potrebbe essersi originata nel ciclo culturale totemistico, di cui sono armi caratteristiche le mazze a punta, perché la punta, urtando sul cranio, scivola o penetra fino al cervello producendo la morte immediata.

Per effetto di queste osservazioni di Wölfel la trapanazione è elevata da fatto accidentale a dignità di fenomeno etnologico, dignità che veramente le spetta, se si tiene presente che essa è l'operazione chirurgica che risulta la più estesa nel tempo e nello spazio.

Riguardo la chirurgia delle parti mollilo studio è forzatamente limitato ai popoli primitivi attuali. I quali per lo più si mostrano indolenti anche di fronte a gravi infermità, certamente a causa della profonda ignoranza dei processi vitali normali e patologici. Per spiegare come possano guarire, senza complicazioni, queste ferite cavitarie operatorie o accidentali in infermi sporchi, curati con mani e strumenti sporchi, Bartels ammette nei primitivi una resistenza speciale ai processi infettivi.

Si conoscono casi di amputazione, p. Per le ferite superficiali i primitivi non hanno in genere tanti riguardi. Essi per lo più applicano cataplasmi Prostata si protende verso il lume della vescica, foglie fresche o riscaldate, polveri di carbone, cenere calda, unguenti e impiastri resinosi, e la guarigione avviene naturalmente per seconda intenzione.

Uno dei metodi, anche oggi molto usato nei popoli civili, per colmare perdite della cute del naso è universalmente conosciuto col nome di metodo indiano, perché praticato originariamente dai Koomas, corporazione religiosa indiana. In India vi sono anche cerretani indigeni, come del resto anche in Europa nei secoli scorsi, che sanno fare il cosiddetto taglio della pietra. Le operazioni sugli organi sessuali sono fra le più caratteristiche della mentalità primitiva, connesse a idee religiose e talvolta anche a idee rudimentali d'igiene sociale.

Tali sono la circoncisione, praticata in genere a scopo Prostata si protende verso il lume della vescica sia nei ragazzi sia nelle ragazze, l'uretrotomia esterna o subincisione Australiala castrazione, l'ovarotomia e altre operazioni sul cui significato v'è discussione e per le quali si rimanda il lettore alla voce deformazioni e mutilazioni del corpo. Riguardo alle pratiche chirurgiche di minore entità, ricordiamo che le suppurazioni vengono fatte maturare in varî modi e gli ascessi sono talora aperti col succhiamento.

L'emostasi viene ottenuta con polveri astringenti e con fasce compressive e spesso con la cauterizzazione. Quest'ultima è diffusissima e praticata in svariate maniere con pietre, ferri, gusci di noce di cocco, ecc. In Cina e Giappone usavano, per cauterizzare, la moxa, cioè la lanugine che ricopre le foglie disseccate dell' Artemisia chinensis L. Anche in Europa, in passato, si facevano moxe con materie diverse.

Salasso, coppette, scarificazioni sono comunissimi nei primitivi. Prostata si protende verso il lume della vescica ferita della cute è ottenuta mediante spine, denti di pesce, pezzetti di osso, schegge di pietra o coltelli. Altri applicano Prostata si protende verso il lume della vescica successo Prostata si protende verso il lume della vescica succhiamento immediato del punto sanguinante. Anche il massaggio è diffusissimo e applicato efficacemente nelle forme più diverse, dallo sfioramento delicatissimo fino ai trattamenti più violenti, come Prostata si protende verso il lume della vescica con verghe e ortiche.

In Cocincina, per favorire l'espulsione della placenta, gl'indigeni usano comprimere cautamente l'addome. A Giava, gl'indigeni provocano con manovre esterne la retroflessione dell'utero per impedire il concepimento, e quando la prole è desiderata, con manovre opposte rimettono l'utero nella posizione normale.

Chirurgia orientale. Nel Prostata si protende verso il lume della vescica millennio, Prostata si protende verso il lume della vescica è pure sviluppata la medicina egizia; intorno al la medicina del popolo d'Israele, intorno al la medicina omerica. Per quello che si riferisce alla chirurgia nei varî popoli suaccennati, si deve rilevare come nell'antica Mesopotamia la medicina sia stata prevalentemente sacerdotale e per lo più magica.

Lo stesso carattere più o meno conserva la chirurgia babilonese, nella quale al chirurgo spetta probabilmente un rango di secondo ordine in confronto del medico. Gli onorarî dei chirurghi erano fissati secondo la qualità del cliente e nel codice di Hammurabi a. Da tal codice s'apprende che erano usati coltelli di bron1zo, dei quali del resto sono stati scoperti interessanti esemplari negli scavi di Ninive e che si facevano aperture d'ascessi, amputazioni di lingua, castrazioni, cure di fratture, ecc.

In Egitto sembra che le conoscenze mediche e anche quelle chirurgiche fossero relativamente progredite fin dall'epoca dell'antico impero circa a. Secondo Erodoto, la medicina era praticata presso gli Egizî da specialisti quasi per ogni malattia, il che, per quanto si sa, non avrebbe particolarmente giovato ai progressi delle Prostata si protende verso il lume della vescica mediche. Nel papiro Ebers, di fondamento empirico, scoperto a Luksor nel e conservato a Lipsia, v'è un passo che sembra riferirsi all'operazione di cataratta.

Coltelli in rame, probabilmente chirurgici, sono stati scoperti da Comrie nel Sono state rinvenute inoltre coppette fatte in corno di bue, lancette, coltelli, forbici, seghe, aghi, uncini, pinzette, sonde bottonute, ecc. Apparecchi di fissazione per fratture, composti di strisce di legno strette da fasce, sono stati ritrovati in mummie E. A tal proposito si ricordi il bellissimo esemplare di frattura delle ossa dell'avambraccio contenuta da stecche e bende, che si trova nel Museo egizio di Torino; esso fu rinvenuto da E.

Schiaparelli nella necropoli di Gebelen, e risale all'epoca compresa tra la VI e la XI dinastia a. Anche nei due papiri Brugsch sono contenuti molti rimedî e prescrizioni d'indole chirurgica. È detto il modo di frenare le emorragie col cauterio, ed è indicato come si curano i tumori, specialmente quelli del collo, sia col coltello, sia col ferro rovente.