La fibrosi della prostata cronica

Tumore della Prostata

Test per la prostata

Il trattamento predominante per la IPB negli ultimi 60 anni si è fondato sull'approccio chirurgico ablativo. La maggiore consapevolezza pubblica sulle nuove opzioni di trattamento disponibili ha rafforzato questa tendenza e ha determinato un progressivo allontanamento dall'ablazione chirurgica della prostata a favore, alternativamente, della chirurgia minimamente invasiva oppure, in particolar modo, della terapia farmacologica.

La crescente importanza della fitoterapia per la cura delle patologie prostatiche, più specificamente nel contesto della medicina complementare, non deve essere ulteriormente ignorata e deve invece attrarre l'attenzione degli urologi che operano nella pratica clinica. L'interesse nei confronti della fitoterapia va sviluppandosi stabilmente dal momento che le cifre indicano che il 30 dei pazienti urologici negli Stati Uniti si sta orientando all'assunzione di estratti di piante.

Nell'anno i prodotti a base di erbe medicinali si collocavano tra i primi far tra i maggiormente prescritti e rimborsati dalle assicurazioni sanitarie statali in Europa. Fondandosi su una tradizione di lunga data, gli estratti di piante rappresentano il trattamento iniziale più comunemente raccomandato agli uomini con sintomi del tratto urinario inferiore da lievi a moderati in Germania e Francia, Paesi in cui i prodotti fito sono farmaci prescrivibili e vengono sottoposti alle classiche procedure di registrazione.

Estratto da European Utology supplement 8 [image:image-4]. Lo stato dell'arte è ben descritto su una Review della European Urology. Vi commenteremo questo articolo e i semplici concetti in esso contenuti. Non è possibile parlare di ipertrofia prostatica e tumore prostatico senza parlare di infiammazione della prostata. Eppure in presenza di ritenzione urinaria La maggior parte dei siti che trattano di prostatite, ipertroFia prostatica, tumore della prostatainiziano la trattazione della prostatite liquidando il concetto ad una mera affermazione.

La prostatite è la infiammazione della la fibrosi della prostata cronica prostatica. Si classifica in In realtà il vero fulcro della prostatite e' il la fibrosi della prostata cronica infiammatorio che colpisce le strutture della prostata. Dobbiamo quindi conoscere cosa è il processo infiammatorioche è la fibrosi della prostata cronica per tutti gli organiprostata compresa.

Un dolore alla schienaun dolore alla gambaun dolore sovrapubico Allora poniamoci prima una domanda. Che cosa è la infiammazione? L'infiammazione è un processo reattivo verso agenti patogeni di qualsiasi natura attraverso cui l'organismo si difende, la fibrosi della prostata cronica i processi del sistema immunitario.

L'ultimo obiettivo del processo infiammatorio è di liberare l'organismo da ogni entità che generi danno cellulare ad esempio i microorganismi, le tossine, ecc. L'infiammazione distrugge, diluisce o contiene l'agente nocivo ed allo stesso tempo innesca una serie di eventi che riparano e ricostituiscono il tessuto danneggiato. Ed ogni volta che va via guarisce con una calcificazione. Una funzione critica dell'infiammazione è il reclutamento, nel sito danneggiato, delle cellule del sistema immunitario, i leucociti.

Questo fenomeno, chiamato chemiotassi, si verifica tramite l'incremento locale del flusso ematico e attraverso mutamenti strutturali dei microvasi. I leucociti ingeriscono gli agenti tossici, uccidono i microorganismi, degradano il tessuto necrotico e gli antigeni estranei. Liberando enzimi, mediatori chimici e radicali dell'ossigeno o dell'azoto, i leucociti sostengono l'infiammazione e, oltre a ricoprire un ruolo effettore protettivo possono, in alcuni casi, indurre danni nei tessuti circostanti.

L'infiammazione acuta rappresenta la risposta immediata ad un agente dannoso, è di durata relativamente breve va da minuti ad alcuni giorni ed è principalmente caratterizzata dalla formazione dell'edema la fibrosi della prostata cronica dalla migrazione dei leucociti, in prevalenza granulociti neutrofili. Compito del medico è non far sviluppare la infiammazione!!! L'infiammazione cronica, che è generalmente il risultato di stimoli persistenti, è di durata più lunga ed è caratterizzata, dal punto di vista istologico, dalla presenza di altri tipi di cellule leucocitarie linfociti e macrofagidalla proliferazione dei vasi sanguigni e dalla fibrosi o dalla necrosi del tessuto.

Le cellule coinvolte nell'infiammazione cronica vengono reclutate nel sito dell'infiammazione, si attivano e rilasciano innumerevoli fattori solubili che mediano il danno e la fibrosi del tessuto. Tali molecole svolgono un ruolo chiave nell'inizio e nell'esecuzione della risposta infiammatoria e tra le loro funzioni principali vi è l'induzione della dilatazione dei vasi, la chemiotassi, l'adesione e l'attivazione dei leucociti, la tossicità diretta nei confronti del microrganismo invasore, la proliferazione dei fibroblasti, la deposizione del collagene e l'angiogenesi.

Di grande rilevanza fra questi mediatori sono le citochine, molecole di natura proteica, che agiscono anche a bassissime concentrazioni, la fibrosi della prostata cronica mediante legami ad alta affinità con recettori specifici espressi sulle cellule bersaglio.

Le citochine mediano la comunicazione intercellulare intervenendo nell'indirizzo, nella regolazione e nella terminazione dei processi infiammatori. Esse costituiscono una trama complessa di relazioni e, dalla loro reciproca regolazione, dipende l'esito finale dei processi biologici che vengono regolati. Un aspetto importante è legato alle quantità di mediatori solubili che vengono prodotti in risposta ad uno stimolo.

Per finire, poiché le citochine rappresentano degli strumenti estremamente efficaci nelle risposte immunitarie, che possono rivelarsi anche armi pericolose, esiste in natura un complesso sistema atto a regolarne finemente l'attività. Le citochine ad esempio, possono essere prodotte in una forma immatura che viene attivata tramite il taglio operato da specifici enzimi rilasciati solo in determinate condizioni; possono esistere dei recettori solubili, oppure delle proteine dalla funzione analoga, che legandosi alla citochina bersaglio, ne neutralizzano l'azione impedendo che si leghi ai recettori di membrana; inoltre possono esistere delle molecole con la funzione di antagonisti recettoriali che, legandosi al recettore specifico, impediscono il legame della citochina e l'innesco degli eventi biologici che essa influenza.

Queste e la fibrosi della prostata cronica altre forme di controllo dell'attività di una citochina rappresentano un sistema di sicurezza attraverso il quale l'organismo si tutela dalla possibile azione nociva di queste molecole ma sopratutto indicano quaali farmaci usare per "spegnere il processo infiammatorio". Innanzitutto dobbiamo dire che l'infiammazione prostatica è frequentissima. Quale sia esattamente il ruolo di queste cellule linfocitarie è tuttora oggetto di studio.

In questa analisi, inoltre, il confronto tra la fibrosi della prostata cronica senza infiammazione e pazienti con infiammazione cronica ha dimostrato che esiste una stretta correlazione tra infiammazione e punteggio sintomatico IPSS international prostate symptom score. Da questi dati sembra quindi che la presenza di un microclima infiammatorio nel tessuto prostatico contribuisca alla progressione della malattia prostatica. Ma la infiammazione cronica della prostata predispone al tumore della prostata?

La risposta è semplice : si. Come l'infiammazione cronica dei tessuti di altri organi porta al tumorecosi anche nella prostata sono state poste delle evidenze su questa considerazione ed imperniati degli studi. Si è giunti quindi alla conclusione che dall'infiammazione si giunge alla neoplasia prostatica attraverso vari stadi identificati come:. Sotto sotto indicate le fasi di questa trasformazione che inizia dal processo infiammatorio. Come si identifica il paziente che ha una infiammazione cronica della prostata?

Esistono dei questionari attraverso i quali è possibile con buona approssimazione sapere se il paziente ha una alta o bassa probabilità di avere una prostatite cronica. Esami di laboratorio Esame urine, urinocoltura, Test di Meares, Spermiocoltura 3. Esplorazione rettale 4. Ecografia transrettale 5. Concludiamo questo capitolo Quale terapia per l'infiammazione cronica? Il lavoro che abbiamo citato all'inizio sposta la attenzione la fibrosi della prostata cronica fitoterapici di ultima generazione.

Grazie alla industria farmaceutica è oggi possibile disporre di integratori che assommano diverse capacita attive sulle varie vasi del processo antiinfiammatorio. Ultimo, e per questo fortemente efficace è il Bromiser. Concludiamo citando lo i risultati dello studio di MacLennan et al. Infiammazione cronica della prostata la fibrosi della prostata cronica Psa alterato.

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